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Con Vasily Tryndyk l’essenza dell’arte contemporanea diventa una nuova intuizione del reale, una dimensione in continua metamorfosi per uno spazio visivo, d’autentico e sentito lirismo. E’ avvincente la forte leggerezza della sua trama pittorica, nell’articolato ‘mettersi in gioco’ delle sue raffigurazioni che esprimono, pur nella loro individualità,  una condivisione reale dello stesso  scenario.  
Vasily Tryndyk ha il suo studio in Olanda, ma è nato  nel 1954 nella Repubblica di Kabardino- Balkarya  da  una famiglia d’arte originaria del Caucaso e dell’Ucraina e il padre Nicolai,  noto artista,  fu il primo maestro. La sua formazione, già nella genesi, ha caratteristiche   singolari per la spontanea individualità della sua espressività pittorica, data non solo da quella parola   comunemente  chiamata  ispirazione, ma anche da una continua crescita realizzata prima in famiglia e poi sviluppata anche con gli studi e la laurea all’Accademia di Leningrado nel 1972 e dieci anni dopo nel 1982,  con la carica di  membro della prestigiosa “Artist Union”, anche grazie alla sua elaborata compiutezza stilistica.  La forte autenticità del suo stile  si riflette in  una vita dedicata all’arte e si sviluppa anche con una ricerca, particolarmente attenta ai più essenziali particolari  espressivi.  Protagonista di molte mostre di successo dal 1970 a oggi tra cui ricordiamo a Mosca: ‘Sixty years of Soviet Union’ in ‘The Stables’ nel 1982; la “Central exhibition hall” nel 1985; la “Equestrian exhibition” nel 1988, fino alle numerose più recenti prestigiose esposizioni da San Pietroburgo Amsterdam.                                                                                                                                                                

Con Vasily Tryndyk attraversiamo una spontanea, creativa e dinamica dimensione della percezione visiva:   tra archetipi, simboli, tradizione e contemporaneità, in un’atmosfera inseparabile dal suo mistero. Le sue figure hanno diverse dimensioni:“perchè indicano una gerarchia sul piano compositivo per prospettive e intento artistico”, sono spesso:“senza facce per evitare riferimenti diretti  a persone o razze specifiche” e per conferire una particolare  interpretazione della vita quotidiana, osservata con un’acuta introspezione delle composizioni  e delle sfumature di  luce. Sono figure in simbiosi con lo scenario, per rendere contestuale la sua attenta capacità di svelare gli aspetti nascosti del visivo, con articolate citazioni dall’impressionismo, al surrealismo, alla metafisica. Immagini che   si fondono continuamente con gli elementi ambientali: figure che  avanzano  danzando con ironico passo marziale, figure che hanno bocche da cui fuoriesce un viso,  braccia che sviluppano mani giganti, figure appese a uno stesso albero  con un’amaca,   in bilico, sedute e in equilibrio. Uomini e donne  che si sdoppiano del loro significato descrittivo per amplificarsi con gli oggetti: il soldatino con la tromba in primo piano, il pescatore con il pesce come trofeo, l’uomo con il carretto, il venditore di cocomeri che sembra un giocoliere, la famiglia con il padre vestito di bianco, la madre di rosso, la figlia in giallo e un gatto tra il nero e il grigio, per delineare con sfumature  soffuse, uno scenario emotivo dove il colore diventa “lo stato d’animo” del pittore, la personificazione del reale. Figure  dove  anche la disposizione delle gambe, dei volti e dei corpi sono dipinti, a volte,  come volutamente sconnessi tra loro, per indicare la separazione fra il mondo reale e un’ideale armonia umana. Un mondo pittorico avvolto nella magia della fiaba, dove  Pinocchio fa parte dell’amore dell’artista per il teatro e la commedia dell’arte e anche  le chiese  diventano sognanti enigmi in labirinti di sfumature, mentre donne rapite dalla luce delle stelle, guardano in alto con estatica sorpresa.

L’arte di Vasily Tryndyk testimonia un percorso che, al di là di ogni classificazione, si identifica in una continua  trasfigurazione del reale. Molteplici aspetti di una  stessa realtà sono dipinti  in una sintesi creativa d’immediata ideazione, dove il paradossale  diventa naturale e anche una natura morta sembra sbucare all’improvviso dal nulla, donandoci il vivo fascino di una vera presenza. Nelle sue composizioni c’è sempre un particolare: un gatto, un oggetto per terra, un barattolo, un’ombra lievemente accennata, che danno risalto,  contestualizzano, mettono in primo piano  i protagonisti delle opere, caratterizzandoli nella loro più intima essenza di giocosa e poetica umanità. Gli elementi costitutivi dei suoi quadri sono fonti  d’energia, nel contesto della scenografia circostante e emergono  per luminosità e ritmo, in sequenze di essenziale eleganza stilistica.

Vasily Tryndyk  ci trasmette compiutamente  un nuovo scenario estetico, che si lascia liberamente interpretare, dove la   piacevole percezione  delle forme si gioca tra scenari in movimento, soffusi giochi di luce e essenzialità del reale. Immaginario e reale vivono una sintesi armonicamente compiuta, grazie all’elaborazione di uno stile pittorico basato su un continuo laboratorio di ricerca e alla danzante leggerezza del  tratto artistico. Arte che ci sorprende   per il ritmo della sua ampia libertà d’interpretazione,  capace di diventare un dinamico  specchio delle nostre percezioni  e uno spazio aperto per  diverse prospettive visive, in sognante musicalità.

La ricerca dell’artista sui colori  è molto particolare, perché alterna continui contrappunti tonali con dinamici accostamenti cromatici soffusi ma accesi e  vivi,  in un universo  di vibrante luce.

La sua poetica  artistica si basa:“ sull’essere creativo, conservando la tradizione, cercando nuove forme espressive, sulla base dell’esperienza dei grandi artisti”  e si manifesta in  una sentita riflessione sul reale, sulla quotidianità della vita, in molteplici piani d’interpretazione per realizzare un’armonica unicità d’insieme. L’artista evidenzia che:”dovremmo saper ridere di un problema, rendendolo più chiaro e meno importante perché tutto può essere risolto, se siamo in vita”.    Le rappresentazioni vanno al di là dei temi evocati e a volte, solo accennati,  in un continuo gioco di ritmo, segni e sovrapposizioni d’immagini per farci  esplorare tra passato, presente e futuro,  nuovi territori d’orizzonte visivo. Per trasmetterci una sensibilità  d’attenta introspezione del mondo, nel  desiderio di nuove consapevolezze, che affiorano  istantanee dalle sue opere. Perché come lui stesso afferma:”cerco di rendere chiare le mie opere ai frequentatori del mio studio, scoprendo che sono i miei quadri a parlare a loro e… spesso escono con un sorriso.”.  Vasily Tryndyk si definisce un “cacciatore di pure emozioni” e come ci sembra vicino  lo spazio-tempo dell’ “esserci”, finalmente  in una leggerezza d’aperta riflessione sulla natura umana, nel viaggio d’enigma d’arte tra terra e cielo,  nell’universo di stupore  delle più immediate e naturali emozioni.

Umberto Putzu
 
journalist, art critic
Firenze [ Italy ]